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Quarto giorno

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21 febbraio, quarto giorno di navigazione, parto da cala dei medici sollevato, ho risolto il problema dell’autopilota. Mi metto navigazione, la direzione iniziale e Follonica, purtroppo il vento non è dalla mia parte, ho vento contro e il mare inizia piano piano ad agitarsi, dopo circa due ore e mezza di navigazione ho percorso soltanto otto miglia, decido di fermarmi prima, cerco un porto nelle vicinanze e trovo il porto di San Vincenzo, dopo circa 45 minuti che navigavo in direzione San Vincenzo, il vento si calma completamente, allora faccio ancora un’inversione di rotta e dirigo verso Cavo Elba. Cambio completamente la navigazione, chiamo il porto di Cavo e prenoto il posto di transito, chiedo naturalmente il costo e ….. il costo è otto euro! Ragione in più per decidere di andare proprio lì.
La navigazione procede tranquillamente arrivo a Cavo però alle 16.30, ormai gli ormeggiatori non ci sono, nessun problema faccio da solo, prendo il corpo morto, cime di poppa legate, è andata ! Tutte le prese delle colonnne però sono grandi, prese di corrente industriale naturalmente, fortunatamente ho una tripla, l’attacco ad una riduzione di un altra imbarcazione e ho così risolto il problema, posso attaccare la corrente per accendere la mia stufetta, la giornata è bellissima ma durante la notte l’umidità sale e la temperatura scende, scende tantissimo. In giro per cavo non c’è nessuno, mi fermo in un bar prendo un caffè e mi organizzo per l’indomani, purtroppo domani è prevista pioggia e vento contrario e allora decido di rimanere qualche giorno fermo qui a Cavo visto anche il costo molto conveniente del porto. Adoro questo piccole borgo, mare, verde e una calma assoluta, il paradiso!

 

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